Ormai da tempo i profili pultrusi hanno iniziato a essere utilizzati in ambito edilizio, ma anche per realizzare infrastrutture legate al settore petrolifero e ferroviario. Hanno sostituito l’acciaio in quanto lo superano sia per quanto riguarda la durata nel tempo, ma anche per tutto quello che concerne la leggerezza, l’estetica e la facilità di gestione in cantiere. A tal proposito è bene specificare qualcosa in merito alle modalità di taglio dei profili pultrusi.

Quando si lavora in cantiere e si ha la necessità di maneggiare un profilo pultruso tagliandolo o forandolo, il riferimento da considerare sono le lame diamantate. Data questa doverosa premessa, una specificazione fondamentale per chi vuole capire in che modo è possibile gestire i profili pultrusi a livello pratico e sfruttare tutti i loro vantaggi rispetto all’acciaio, possiamo entrare nel dettaglio di altre specificazioni tecniche, ricordando che i profili pultrusi non possono essere né piegati né curvati.

Con un sigma a trazione corrispondente a 240Mpa, i profili pultrusi possono essere progettati con specifici programmi di calcolo, partendo sempre dai dati relativi alla ortotropia. Da ricordare quando ci si informa sulle caratteristiche tecniche dei profili pultrusi e sulle modalità di taglio è la loro resistenza in caso di ricorso alle lame diamantate. A tal proposito è possibile chiamare in causa un dato corrispondente a 3000 Mpa.

Il pultruso è a tutti gli effetti un materiale fragile ma capace di resistere a temperature estreme. In questo caso è possibile parlare di un range compreso tra – 40°C e +180°C. Se poi si tiene presente pure l’isolamento termico, una peculiarità che ha determinato il successo dei profili pultrusi rispetto all’acciaio, si può avere un quadro davvero completo della rivoluzione che il pultruso ha portato in molti ambiti, con vantaggi notevoli sia per il lavoro dei progettisti, sia per l’utilizzatore finale che affronta costi minori, sia per l’ambiente.

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